Factory Girls/il Passato Di Alice: Una Donna Moderna Del 1943

Autore: Mauro Soldi
Inviato il: 14/12/2007
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Secondo episodio della seconda stagione, è stato curiosamente riproposto nella stessa settimana del ponte dell'Immacolata sia da Raidue che da Fox Life.

CONTESTO STORICO
L'episodio è ambientato nell'America del 1943, nel pieno dello sforzo bellico, quando gli uomini stavano partendo tutti per il fronte, sia in Europa che in Asia; per sostenere l'industria, i posti di lavoro abbandonati furono progressivamente occupati dalle donne, il più delle volte mogli e parenti degli uomini della working class.
Navigando su Internet, è possibile trovare le fotografie ed i posters propagandistici di queste coraggiose e forti donne, che furono definite all'epoca "factory girls": i siti statunitensi ne parlano con orgoglio, specificatamente quelli che storicizzano e ricordano i vari passi dell'emancipazione femminile.
Dai siti, si ricorda che all'incirca tre milioni di donne lavorarono nell'industria bellica durante la seconda guerra mondiale, e di esse il 16% mantennero il lavoro anche al termine delle ostilità: vi lascio immaginare su scala nazionale americana quale fu la rivoluzione sociale che esse apportarono, con le loro scelte.

UNA SCELTA PAGATA CON LA VITA
Alice Miller è la protagonista/vittima dell'episodio: nel 1943 suo marito viene richiamato al fronte e la sua vicina di casa le consiglia di presentarsi in fabbrica, per riempire i vuoti lasciati dagli uomini, e, parole del marito, per accorciare il tempo della separazione con un'occupazione patriottica.
Parrebbe quasi ironicamente voluto dagli autori il nome affibbiato alla protagonista: Alice… la giovanissima moglie sgrana gli occhi e ammette di non sapere fare nulla, rappresentando un po' troppo il cliché della perfetta moglie americana dell'epoca, tutta casa ed in attesa del ritorno del marito dalla guerra.Tuttavia, è capitato a molti di noi, se non a tutti, di incontrare nel corso della nostra esistenza un determinato ambiente o determinate persone che, condividendo con voi le stesse passioni o lo stesso stile di vita, vi hanno fatto fare una decisa sterzata verso di loro, a scapito di ciò che caratterizzava la vostra vita.
È proprio ciò che succede ad Alice, una volta ingranato col lavoro: ascolta persone più allegre di quelle conosciute precedentemente, vede come queste, specialmente le donne, abbiano preso a vivere pienamente la propria esistenza (arrivando addirittura a sparare al proprio consorte che le picchiava)… ed opera una scelta di non-ritorno, volendo continuare a lavorare anziché fossilizzarsi in casa ad ubbidire al proprio marito ed ad ascoltare la radio tutte le serate.

IL SEGRETO
Da donna inconcludente e schiacciata qual era, Alice prende consapevolezza di sé, tanto da divenire scaltra per i suoi fini quando scopre che il capo della fabbrica sottrae sistematicamente materiale destinato alla produzione bellica; fini alquanto nobili, per la verità…Alice proviene da una famiglia ebrea, con tanti parenti che in quei tristi anni stanno morendo nei lager tedeschi, in Europa; tra loro, un cugino che potrebbe essere salvato semplicemente dando duemila dollari all'ambasciata portoghese, in cambio di un salvacondotto.
Se il capo della fabbrica accetta di farsi ricattare, allora il silenzio per quelle sottrazioni può ben valere duemila dollari!!!
La dolcezza e l'onestà di Alice prevale quando questi soldi vengono richiesti al marito, ma quando questi considera con superficialità la cosa, ecco che la nostra protagonista deve tirare fuori il carattere e ottenerli con altri mezzi.Troppo tardi: l'Olocausto si è abbattuto sul cugino, e questo è il primo sintomo della frattura col marito, che si rivelerà drammaticamente decisivo nella risoluzione del caso, sessantuno anni dopo.

LILY
La nostra investigatrice riapre il caso perché, a parer mio, oltre al desiderio di far giustizia ed all'amore che porta per ogni vittima di prepotenza ed ingiustizia invendicata, ammira questa donna che, dall'ovatta che circondava la sua esistenza, riesce a tirar fuori il carattere aprendo la strada a milioni di donne/lavoratrici negli anni successivi.
L'occasione per indagare su un pezzo di storia americana è data dalla reunion delle factory girls nel 2004, invitata da una giornalista sua vecchia amica, nonché invisa al detective Vera per la conduzione di alcune sue indagini; una di esse, amica di Alice, pronunciando la meravigliosa frase "alla mia età si comincia a dimenticare, non a inventare", sostiene che Alice fu assassinata e non fu una disgrazia, perché al momento della tragedia in fabbrica non era sola…

CRESCENTE INDIGNAZIONE
A parte l'amorale capo fabbrica, morto nel 1988, i protagonisti di allora sono ancora tutti vivi… amici, avete presente il film "Cocoon", con quella strepitosa galleria di attori e caratteristi anziani a farla da padrone, nella trama? Ecco: quando i vecchi amici si ritrovano è tutto un ricordare i bei tempi andati, l'allegria di amori galanti sbocciati al ritmo dello swing, nelle sale da ballo dove si conoscevano marinai e marines in partenza per il fronte; una vita che aveva affascinato Alice e le sue amiche, che stava però creando un conflitto con il suo passato, con la vicina di casa zitella, innamorata di suo marito e, fatalmente, con il consorte stesso.
Dai ricordi dei bei tempi andati emerge la simpatia che provarono tutti e tutte per Alice e per il suo coraggio, e proporzionalmente cresce nei detectives l'ostilità nei confronti del marito, ancora vivente e custode della memoria della moglie.
In particolare Lily cambia atteggiamento: partendo dalla pura simpatia per questo anziano e debole gentiluomo, la nostra eroina vira verso quella che vorrei definire nobile durezza… Infatti, al momento di incastrare quest'uomo, che non ha mai accettato, nemmeno dal fronte, il cambiamento emancipato della moglie, Lily gli chiede, fissandolo con gli occhi arrossati, di rendere giustizia dopo sessantuno anni alla moglie, ed a tutto il distruttivo amore provato per lei.

IL CROLLO
Vedere confessare l'ormai anziano vedovo fa pensare a quanto il genere umano può essere brutale quando gli viene sottratto l'oggetto del proprio desiderio, sia esso umano oppure materiale: l'assassino confessa così che al termine di una lite in fabbrica spintonò la moglie giù dal primo piano, e si comprò il silenzio del padrone girandogli i buoni di guerra accumulati durante la sua permanenza al fronte.
Fa pensare quanto e cosa quest'uomo ha taciuto in sessanta e passa anni: rimorso, sofferenza, autoconvinzione di essere innocente, rapporto con se stesso ogni giorno… insomma, sessant'anni di risvegli da solo, col pensiero di avere ucciso la sua adorata ma emancipata consorte.
Una punizione pazzesca e dolorosa, ma senza l'aver fatto allora giustizia con la dovuta punizione, compito onorato dal nostro team di detectives

L'INCONTRO FINALE
Mentre Lily rimette in archivio il dossier del caso risolto (l'ormai storico "closed" sul frontespizio) compare l'immagine sorridente di Alice, che volta le spalle incamminandosi verso il Paradiso, una volta ottenuta giustizia, sistemando il fiocco sui capelli che circondano il viso annerito dalla fuliggine della fabbrica.
Sintesi poetica di femminilità, coraggio ed emancipazione: complimenti agli autori per questo ammirato EXIT…

SOLDI MAURO