"I Volontari": Un Capolavoro Della Prima Stagione
Autore: Mauro Soldi
Inviato il: 5/12/2007
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Mi chiedo quante volte io abbia visto questo episodio della serie COLD CASE.
FOX LIFE e FOX LIFE + 1 hanno il merito di ritrasmettere periodicamente la serie, ad un'ora tardissima, nel cuore della notte: ma, se non si viene colti dal sonno, è un piacere ed allo stesso tempo un affanno guardare l'episodio "I VOLONTARI".
SENSAZIONI
Comincerei dall'affanno, o, meglio, dagli affanni…innanzitutto perché è un episodio scomodo, almeno dal mio punto di vista: il duplice omicidio viene commesso agli inizi di giugno 1969, ed è originato da un tradimento subito dalle vittime da parte della loro guida spirituale nella Comune dove essi vivono, "classificata" essa stessa come hippy dal mondo esterno.
AMARA SORPRESA
Ecco il primo punto, sul quale gli sceneggiatori mi piace pensare abbiano volutamente calcato la mano: il tradimento umano e di ideale, da parte del loro capo carismatico, che si rivela essere una spia governativa intenta a fotografare gli elementi più attivi del Movimento, quasi fossero terroristi.
LO SCONTRO TRA RAZZE E TRA "FRATELLI"
Il secondo punto è il conflittuale rapporto tra il protagonista assassinato di colore e gli altri membri del Black Power, organizzazione alla quale fa parte, però sempre più dissociandosi.
Nel 1969, in piena epoca di leva obbligatoria e di distruzione delle cartoline per il Vietnam, molte barriere razziali stavano per essere infrante, ed al tempo stesso se ne stavano creando altrettante: se la black people cercava di affermare i propri diritti, vivendo sulla propria pelle la segregazione, al tempo stesso chi cercava l'integrazione e il progresso sociale al di là dell'appartenenza di un gruppo o meno, veniva trattato come una spia.
La cruda perquisizione della casa della vittima da parte dei suoi "fratelli" nel flashback centrale , ne è un eloquente esempio.
IL TEMA DELL'ABORTO NEL 1969
Nello specifico, il motivo per il quale le due vittime sono fotograficamente spiate è Jane…
I ragazzi (Julia Hoffman, interpretata da Amber Benson e Gerard Gary , ovvero Garland Whitt) sono attivisti di Jane, l'organizzazione che permette a giovani ragazze di abortire in un'epoca in cui abortire negli USA era proibito, e si rischiava di morire se si finiva in mano a persone senza uno straccio di preparazione medica, per pochi dollari.
Al di là delle sensazioni che ognuno di noi aficionados può provare di fronte ad una tematica come l'aborto, salta all'occhio la durezza di come quest'ultimo veniva praticato clandestinamente, tanto da causare anche la sterilità definitiva in uno dei personaggi interrogati dal detective Valens.
DOLCEZZA E COMMOZIONE
A metà dell'episodio, un piccolo capolavoro dei creatori della serie: il toccante incontro tra Lily Rush e la ragazza, ormai diventata donna matura e con figli, che abortì proprio prima della scomparsa dei due ragazzi.
C'è una frase che mi ha colpito particolarmente, e tengo particolarmente a scriverne: il personaggio, con un sorriso malinconico, confessa a Lily che nel periodo in cui abortì lei era una studentessa POCO BRILLANTE, dunque desiderosa di viaggiare come hostess per il mondo, ma sicuramente non dotata intellettualmente per emergere a scuola (personaggio interpretato da Maggie Grace)
Una gravidanza a 17 anni avrebbe rovinato tutto, compreso, ovviamente, il rapporto coi genitori.
C'è dispiacere misto a vergogna in questa donna di modesti natali, che è riuscita in seguito a costruirsi una famiglia, da proteggere a tutti i costi, perché a tutti i costi si deve proteggere il suo "avventato" passato e riportarlo nell'oblio dal quale Lily lo aveva tratto per le sue indagini.
Spesso tendiamo a considerare le rivoluzioni studentesche e "quegli" anni come epoca di rivoluzione, di trasgressione, dimenticando tutti coloro che comunque, educati o meno rigidamente, dovettero affrontare la vita con i pochi mezzi di cui erano a disposizione: un esempio classico è il fidanzato di questa ragazza, ora diventato un pigro ed indolente dirigente d'azienda, che all'epoca era un operaio di 17 anni, interpretato da Trever O'Brien, conscio delle responsabilità più grandi di lui, ma incapace di affrontarle, che Lily, osservandone la scheda, definisce "nixoniano".
Non si può certo dire che COLD CASE difetti di ottimi caratteristi, come personaggi di contorno!!!
OLTRE CENTO EPISODI, OLTRE CENTO SOGNI AMERICANI SPEZZATI
All'inizio dell'episodio, i detectives scoprono gli scheletri delle due vittime in un fossato, ed al momento dell'arresto del colpevole, ecco il rallentare delle azioni dei protagonisti, ieri ed oggi: in questi due estremi si nascondono gli elementi cardinali del mio gradimento per questa serie.
Da un lato la rabbia per come e perché due vite sono state soppresse, dall'altro la malinconia e il senso di vuoto per chi è rimasto senza di loro per tutti gli anni a seguire, ed oltre.
Nessuno sapeva della loro fine, in questo episodio: erano considerati "missing persons", magari fuggiti per evitare la chiamata alle armi per il Vietnam (molti sono scomparsi in quegli anni), e nessuno li cercava più, perché se erano fuggiti dovevano cambiare identità, e se passavano troppi anni anche i genitori morivano senza ottenere notizie da loro.
L'intera serie COLD CASE a parer mio è pervasa da questa malinconia da sogno spezzato: qualcuno si ribella ad una prepotenza, ad un'ingiustizia, e viene soppresso da coloro i quali non desiderano null'altro che il controllo della vita delle vittime.
L'amica della coppia, ora un'affermata gallerista, appende infine la fotografia della ragazza uccisa, ricordando amaramente la sua giovinezza nella comune ed invidiando il coraggio di quei due ragazzi così idealisti; la ragazza che fu aiutata ad abortire stringe a sé la foto "rubata" del suo rapimento da parte dei due ragazzi per l'operazione che le salvò il futuro.
SE LE CITAZIONI CINEMATOGRAFICE NON ANNOIANO…
Mi piace qui citare come esempio un capolavoro cinematografico come "Il grande freddo" di Kasdan: ovvero la storia di un gruppo di quarantenni che da giovani volevano cambiare il mondo, al college, ma si ritrovano anni dopo un week end a parlare del loro leader che si è suicidato… Come sarebbe stata la loro vita, se le cose fossero andate meglio? E che cosa hanno fatto, ora che se lo rimproverano tra loro, per evitare quella tragedia?
In questo episodio, noi ci chiediamo se il sogno dei due ragazzi, simbolicamente lei bianca e lui di colore, di una società migliore e senza guerra si sarebbe potuto avverare, o perlomeno avvicinare alla realizzazione, senza questa loro morte violenta.
Un'idealista in materia di giustizia come Lily Rush non poteva non appassionarsi ad un caso come questo; del team di detective della seconda stagione non possiamo poi non notare che due su cinque fanno parte di minoranze etniche, la figura grintosa e carismatica è donna, e sempre alle prese con battute pesanti da parte di interrogati sessisti, ed il capo, rigoroso e moralmente integerrimo è stato sicuramente giovane ai tempi dei disordini razziali.
E' tutta gente che ha vissuto la propria storia personale, attraversando epoche diverse, e ha fatto confluire la propria esperienza nel team, non sempre da protagonisti, qualche volta da discriminati.
… E NEMMENO QUELLE MUSICALI…
La tecnica del flashback che tanto continua ad affascinarmi in questa serie televisiva posso ritrovarla nel videoclip musicale del gruppo americano The Connels "74-75", che a metà degli anni novanta fu molto gettonato sui canali a tema, anche in Italia.
Questo gruppo radunò una classe high school vent'anni dopo il diploma (da cui il titolo della canzone), riprendendola con primi piani ed in mano la fotografia in bianco e nero tratta dall'annuario scolastico.
Negli occhi la nostalgia per una vita che non è stata come nei sogni di allora, la fatica quotidiana di vivere e crescere figli, la frustrazione di una sedia a rotelle, la devastazione nel tempo per una vita sbagliata, ma anche la semplicità di un sorriso di persone buone, che si mettono felici e semplice in posa per un video.
Persone che negli episodi ambientati a Philadelphia sono spesso le vittime di forze troppo prepotenti.
LA TECNICA DEL REMEMBERING
Siamo stati abituati, sin da bambini, a chiederci dopo aver visto un film o un telefilm che fine avranno fatto i personaggi da noi tanto amati.
L'industria cinematografica e televisiva ha sempre creato attese e prodotto i cosiddetti "sequel" per soddisfare questa curiosità; basti pensare alla malinconia del seguito di American Graffiti, dove vediamo già all'inizio la morte in un incidente di uno dei protagonisti del primo episodio, e tutto il film è permeato nella trama sul come si è arrivati a questa tragedia.
Quante volte (sempre, oserei dire) ci è dispiaciuta la morte violenta del protagonista del singolo episodio, e assistiamo con rabbia alla concatenazione di eventi che hanno portato al crimine?
Possiamo dimenticare in questo episodio come vengono uccisi i due ragazzi, e come durante i flashbacks abbiamo imparato ad apprezzarne l'umanità e l'affetto reciproco?
I DIFETTI O, MEGLIO, IL DIFETTO
L'arresto del colpevole perché incastrato dalla prova del DNA caratterizza un finale decisamente sbrigativo; dopo aver scoperto i resti dei ragazzi, viene trovato un capello dell'assassino sul luogo del delitto e confrontato il Dna con quello della saliva lasciata su una sigaretta offerta al "santone" da Lily, ecco che scattano le manette.
Insomma, è perlomeno molto fortunato il ritrovamento del capello di un hippy dalla lunga chioma 35 anni dopo proprio insieme agli scheletri… vero che ai tempi la ricerca del patrimonio genetico non era sviluppata, ma dopo 40 minuti di trama in cui i nostri beniamini fanno fatica a trovare prove schiaccianti, mi sembra un escamotage un filo "telefonato". Un filo sottile come un capello, appunto…
CONCLUSIONI
Grazie per avere letto le mie righe, prolisso come sono sempre
Mauro Soldi